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Domande? Le risposte sono qui, per rendere tutto più chiaro e semplice.

01.

Cosa sono le Ondate di Calore?

Le ondate di calore sono fenomeni meteo estremi tipici della stagione estiva, caratterizzati da temperature eccezionalmente elevate, superiori alle medie stagionali e in grado di protrarsi per diversi giorni. Queste condizioni possono avere effetti rilevanti sulla salute pubblica, in particolare su soggetti vulnerabili come anziani e persone affette da patologie croniche. Per affrontare questo rischio, il Ministero della Salute, con il supporto del Centro di Competenza del Dipartimento Epidemiologico del SSR del Lazio, ha sviluppato un Sistema di Previsione e Allarme attivo durante i mesi estivi.
Il sistema consente di prevedere, monitorare e prevenire i possibili effetti dannosi delle ondate di calore, informando i cittadini e promuovendo misure di prevenzione. Attraverso l’analisi combinata di parametri ambientali come temperatura, umidità e ventilazione al suolo, viene determinato un livello di allerta. Questo tiene conto non solo dell’intensità delle condizioni sfavorevoli, ma anche della loro durata, elemento cruciale per valutare l’impatto sulla salute della popolazione.
La prevenzione degli effetti delle ondate di calore è particolarmente importante per proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione, che rischiano maggiormente di subire conseguenze gravi come colpi di calore, disidratazione e complicazioni cardiovascolari.

02.

Cos’è il Rischio Idrogeologico?

Il dissesto idrogeologico comprende fenomeni naturali come frane, alluvioni ed erosioni costiere, processi che possono verificarsi in modo lento o rapido e che, in alcuni casi, sono aggravati dalle attività umane. Questi eventi rappresentano inevitabili processi della natura, ma l’intervento dell’uomo può intensificare la loro frequenza o gravità. Quando questi fenomeni coinvolgono beni di interesse umano, si parla di Rischio Idrogeologico. Questo rischio comprende sia i danni potenziali alle infrastrutture sia la minaccia alla sicurezza delle persone.
Per ridurre al minimo i danni e migliorare la resilienza dei territori, è essenziale distinguere tra Previsione e Prevenzione:
Previsione: L’attività di previsione si concentra sullo studio delle condizioni che hanno generato un fenomeno di dissesto e sulla probabilità che questo si ripresenti con la stessa o maggiore intensità. Prevedere permette di comprendere meglio il comportamento dei territori e di prepararsi in anticipo, con piani di evacuazione e avvisi tempestivi.
Prevenzione: L’attività di prevenzione riguarda l’analisi delle condizioni che espongono un bene o un’area a rischio, nonché le misure necessarie per ridurre tale esposizione. Tra queste misure troviamo la gestione del territorio, il controllo del deflusso delle acque, il consolidamento delle aree a rischio frana e interventi di rinaturalizzazione.
Investire in strategie di previsione e prevenzione è essenziale per garantire la sicurezza del territorio, limitare i danni economici e proteggere le comunità dall’impatto dei fenomeni di dissesto idrogeologico.

03.

Quando si parla di Rischio Incendio?

L’incendio boschivo è un fenomeno distruttivo che si sviluppa in aree ricoperte da boschi, cespugli o arbusti, e può coinvolgere strutture ed infrastrutture antropiche presenti in queste zone. Tali incendi possono propagarsi anche su terreni agricoli, incolti o pascoli adiacenti alle aree boscate, causando danni ecologici, economici e potenziali pericoli per le persone.
L’incendio d’interfaccia, invece, si sviluppa in zone urbano-rurali, ovvero quelle aree dove la connessione tra ambiente urbano e territorio naturale è molto stretta. In questi luoghi, spesso definiti “zone di interfaccia”, le strutture antropiche si intersecano con la vegetazione naturale, creando un ambiente in cui il rischio di propagazione del fuoco è elevato e gli incendi possono minacciare rapidamente abitazioni e infrastrutture.
L’importanza del Coordinamento tra Enti per la Gestione degli Incendi
Le esperienze di gestione degli incendi dimostrano l’importanza di un coordinamento efficace tra gli enti incaricati della gestione degli incendi boschivi e quelli responsabili della protezione civile. Un’azione tempestiva e coordinata permette di affrontare con maggior successo gli incendi, specialmente nelle zone di interfaccia dove l’interconnessione tra urbano e naturale rende più complessa l’attività di contrasto. L’integrazione o almeno il coordinamento tra i due settori è quindi essenziale per un intervento rapido e una protezione ottimale del territorio e delle persone.

04.

Quando si parla di Rischio Sismico?

Il rischio sismico si riferisce al potenziale danno economico, sociale e ambientale derivante da terremoti pericolosi che possono colpire un territorio in un determinato periodo. È fondamentale distinguere tra rischio e pericolo: il pericolo è rappresentato dal terremoto stesso (la causa), mentre il rischio è costituito dalle conseguenze attese, ovvero il danno potenziale (l’effetto).
Componenti del Rischio Sismico
Per valutare il livello di rischio di un territorio, è necessario considerare tre componenti chiave:
Sismicità: La frequenza e la magnitudo dei terremoti che possono manifestarsi in un’area. Maggiore è la sismicità, più elevato sarà il rischio associato.
Vulnerabilità: La predisposizione delle strutture a subire danni durante un evento sismico. Edifici più vecchi o progettati con standard costruttivi inadeguati sono generalmente più vulnerabili.
Esposizione: Rappresenta il numero e il valore dei beni e delle persone esposte al rischio sismico. Questo include edifici, infrastrutture, e la popolazione stessa.
Queste tre componenti interagiscono per determinare il rischio sismico complessivo, che può essere misurato in termini di danni attesi in un determinato intervallo di tempo, in base alla sismicità, alla resistenza degli edifici e al grado di antropizzazione del territorio.
Strategie di Mitigazione del Rischio Sismico
La gestione del rischio sismico è cruciale per la sicurezza delle comunità e richiede l’implementazione di adeguate politiche di prevenzione e riduzione del rischio. Le principali strategie includono:
Monitoraggio del Territorio: Valutazione continua del pericolo a cui è esposto il patrimonio abitativo e infrastrutturale, tenendo conto della consistenza e della qualità dei beni.
Riduzione della Vulnerabilità: Miglioramento degli edifici più vecchi e delle strutture strategiche (come scuole e ospedali) attraverso interventi di recupero e riqualificazione.
Aggiornamento Normativo: Revisione della classificazione sismica e delle normative edilizie per garantire standard di costruzione adeguati.
Studi di Microzonazione Sismica: Utilizzo di questi studi per pianificare lo sviluppo territoriale e migliorare la gestione delle emergenze post-terremoto.
Informazione e Sensibilizzazione: Campagne informative per educare la popolazione sui rischi sismici e sulle misure di sicurezza da adottare.
Queste azioni, se implementate in modo coordinato e continuo, possono contribuire significativamente a ridurre il rischio sismico e a garantire la sicurezza delle comunità in caso di eventi sismici.

05.

Cos’è il Rischio Industriale?

Il rischio industriale è associato alle attività umane che comportano la presenza di impianti produttivi e infrastrutture nel territorio. Queste strutture, a causa delle sostanze chimiche utilizzate o stoccate, possono costituire una potenziale fonte di pericolo per l’ambiente e per la salute umana. Il rilascio di tali sostanze, che può variare in base a concentrazione e volatilità, può avere effetti dannosi significativi, tra cui:
Impatti sulla salute di uomini e animali.
Contaminazione di terreni e falde acquifere.
Danni alle coltivazioni e al patrimonio vegetale.
Cosa Fare in Caso di Incidente Industriale
Se vivi in una zona vicina a stabilimenti industriali, è fondamentale essere preparati. Ecco alcune misure da adottare in caso di incidente:
Informati sulla Sicurezza:
Contatta il Sindaco del tuo Comune per verificare se gli impianti nella tua zona sono inseriti nell’elenco degli impianti a rischio, e se esiste un piano di emergenza previsto in caso di incidente.
Segui le Istruzioni delle Autorità:
In caso di incidente, se il rischio di contaminazione è elevato, le autorità responsabili possono ordinare evacuazioni secondo il Piano di emergenza esterno. Questo piano fornisce indicazioni su come allontanarsi e i luoghi di raccolta sicuri.
Adotta Misure di Sicurezza:
Segui le istruzioni contenute nelle schede di informazione distribuite dal sindaco, per conoscere le misure di sicurezza e le norme di comportamento da adottare.
Cerca Rifugio:
Rifugiati in un luogo chiuso per ridurre l’esposizione a sostanze tossiche. Chiudi porte e finestre, utilizzando tessuti bagnati per sigillare eventuali fessure. Spegni i condizionatori e gli aeratori per evitare il ricircolo dell’aria.
Rimani Informato:
Presta attenzione alle informazioni diffuse dalle autorità tramite impianti megafonici, altri mezzi di comunicazione e segnali visivi. Queste comunicazioni possono fornire indicazioni utili sulle misure da adottare e sulla situazione attuale.
Aggiornamenti Post-Evento:
Fino al cessato allarme, segui le notizie tramite radio e televisione per rimanere informato sulle indicazioni fornite dagli organi competenti. Dopo il cessato allarme, aerare gli ambienti e continuare a monitorare le notizie locali per comprendere l’evoluzione della situazione post-emergenziale.
Essere informati e preparati è fondamentale per ridurre al minimo i rischi legati a incidenti industriali e proteggere la propria salute e quella della comunità.

06.

Norme comportamentali…cosa fare…


– in caso di ONDATA di CALORE
– in caso di MAREMOTO
– in caso di TERREMOTO

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